MONDO DUALISTICO E MONDO DIVINO: LA PRESENZA DEL SUPREMO CREATORE IN OGNI ANIMA IN CAMMINO

Vi lascio qui un estratto da un dialogo con le mie Guide, che risale a molto tempo fa, in cui si evidenzia l’aspetto saliente del Creatore supremo, nelle Anime che vivono esperienze nella realtà dualistica del mondo terreno, e il modo diverso in cui esso parla nel polo oscuro e in quello luminoso.

Tenete comunque presente che quando si parla di realtà dualistica o di unità dello Spirito, ci si riferisce sempre, non ad un mondo esterno che esiste indipendentemente da noi, ma ad una precisa condizione di coscienza di ciascuna Anima in cammino.

“Nello Spirito unito Dio si manifesta secondo determinati valori, in quello diviso, secondo altri, ma la Sua natura è presente sempre in entrambi.

Nella realtà dualistica dello spirito diviso i valori dello spirito che è nell’ombra sono opposti a quelli del polo di luce, ma hanno alla base la stessa caratteristica principale di Dio. Prendiamo, ad esempio, tre aspetti noti del polo oscuro: egoismo, violenza, prevaricazione. In tutti e tre agisce la caratteristica di porre se stessi al centro di tutto, e di dirigere la propria vita indipendentemente da altre volontà, obbedendo solo alla propria. Quando lo Spirito passa nel polo di luce, prima o poi arriverà a far parlare gli aspetti di: leadership personale, capacità di agire secondo la propria, intensa volontà, capacità di assumersi la responsabilità di guidare chi non può ancora procedere da solo.

Questi ultimi tre aspetti corrispondono perfettamente, nell’ordine, a quelli del polo di ombra menzionati prima, ed hanno alla base la stessa caratteristica dello Spirito, che vuole porsi al centro di tutto e agire in modo autonomo, secondo la propria volontà. L’unica differenza sta nel fatto che, nel polo oscuro lo Spirito non riconosce se stesso in chi è diverso da sè, e in quello di luce, invece, lo riconosce.

Ma attenzione: lo Spirito arriva a far parlare perfettamente questi aspetti luminosi di sè solo quando esce dalla realtà dualistica. Il polo di luce all’interno della realtà dualistica, infatti, serve allo Spirito per accorgersi di come può essere meraviglioso lavorare nell’amore e, quindi, a desiderare di riunificare in se stesso le qualità di entrambi i poli. Ma se si resta ancorati al polo luminoso della realtà dualistica, non si riesce a dare pienamente voce al proprio potere.

Per questo si trovano tante persone, nella vostra realtà di oggi che, per quanto luminose, fanno tanta fatica ad accettare il loro potere, e a dargli spazio, come gli dei che sono. Esse temono che, ridando voce a questo potere, rischino di risvegliare un qualche mostro, che in passato ha causato tante sofferenze a tutti. E temono questo perchè, nella realtà del dualismo, se lo Spirito si trova in un luogo, non può vedersi contemporaneamente anche nell’altro opposto. E dal momento che avete esercitato il potere divino nell’ombra per tanto tempo, lo Spirito, che ora è nella luce, teme che, ridando voce al proprio potere, ricada nell’ombra.

Per evitare di soccombere a questa paura occorre rendersi conto di essere di più di una semplice alternanza luce / ombra: di essere uno Spirito che le contiene entrambe e che può dare spazio a quella che preferisce, cosa questa che, nella realtà dualistica, lo Spirito non riesce a vedere.

L’aspetto che parla in entrambi i poli, dunque, è la volontà di esercitare in modo autonomo il proprio potere, creando le esperienze che danno più gioia allo Spirito.

E non è forse questo il tratto principale di Dio ? Non esiste nulla e nessuno che possa assoggettarLo, e la Sua volontà domina incontrastata, in entrambi i Suoi aspetti di luce e di ombra. Ma, dal momento che Egli conosce perfettamente i limiti dell’ombra, riguardo all’aspetto della durata di una creazione, ha deciso di far parlare questo Suo tratto nella luce e nell’amore: l’unica via per creare la vita.”

Da un dialogo con i miei Maestri. Anno 2010.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *