I: SIMBOLO DELL’ATTIVAZIONE REIKI DI SECONDO LIVELLO

In questo articolo desidero dire due parole sul simbolo I, che è quello che viene tracciato dal Master durante l’attivazione di secondo livello, e che permette all’allievo di attivare l’energia dei tre simboli che gli vengono dati nel corso del seminario di secondo livello (CKR, SHK, HSZSN).

 

Questo simbolo ha un aspetto grafico preciso, che però preferisco non illustrare qui nella sua immagine visiva; mi limiterò ad analizzare brevemente il suo significato. Tutto quello che viene espresso qui ora fa parte del mio seminario Reiki di terzo livello, quello che abilita al Master in questa disciplina.

 

Nell’analizzare concettualmente questo simbolo, oltre che ad affidarmi al mio intuito, mi sono valsa anche del supporto di alcune nozioni che ho ricavato dalla conoscenza delle ventidue lettere dell’alfabeto ebraico antico che, come probabilmente saprete vengono considerate come geroglifici, che ho poi applicato alla lettera I tramite la traslitterazione. Ho inoltre tenuto conto anche di altri parallelismi e coincidenze particolari, che riguardano l’aspetto grafico vero e proprio di questo simbolo e di altri ad esso correlati.

 

I simboleggia l’energia primaria diffusa e originariamente neutra (Rei è l’energia in movimento, ki la stessa energia racchiusa in un essere vivente). Alla base di questo simbolo c’è il concetto dell’energia neutra nel suo aspetto non ancora organizzato in qualche schema e diretto con intenzionalità verso uno scopo preciso. L’aspetto grafico di I, come vedremo, cambia questa condizione di neutralità.

 

La lettera dell’alfabeto ebraico antico che corrisponde a I è YOD. Qui io la considero nei suoi tre aspetti di: potenzialità, perché può tutto una volta che le si è impressa una direzione, durata, in quanto esiste da sempre e per sempre, e manifestazione, perché se le si imprime una direzione si manifesta negli effetti che produce.

 

Il simbolo I è disegnato in uno spazio che comprende una parte alta e una bassa. La parte alta esprime ciò che causa quello che è codificato nella parte bassa.

Il primo segno che troviamo nella parte alta, a sinistra, esprime il concetto di potenza in movimento: è, infatti, la rappresentazione grafica di una mano stilizzata, che spinge l’energia neutra. La mano simboleggia la motivazione che, accompagnata dalla volontà, produce l’azione.

 

Il secondo segno, in alto a destra nella parte alta, esprime il concetto della cooperazione delle cose materiali e dell’invisibile. Questo segno infatti contiene due elementi rintracciabili in uno dei modi di esprimere graficamente il Reiki: uno traduce il concetto di energia essenziale impalpabile, e l’altro quello del riso, simbolo di nutrizione e, quindi dell’aspetto materiale dell’energia vitale. Questa parte del simbolo I dunque congiunge questi due concetti.

 

Il terzo segno lo troviamo ancora nella parte alta, in basso a destra, ed esprime il concetto di dare forma concreta ad un’immensa energia vitale. E’ infatti la stilizzazione di una freccia, e simboleggia l’impulso dato all’energia perché parta verso la direzione voluta.

 

La parte bassa di I è interamente occupata da un unico segno più grande che raffigura una sorta di vaso con due radici che vi penetrano. Il concetto espresso è: accesso alla guarigione. L’interpretazione è: dal piano fisico si dipartono le radici, che affondano nel vaso che contiene il medicamento.

 

Tenendo quindi conto dell’intero aspetto grafico di I il significato è il seguente: “io imprimo volontariamente il movimento all’energia neutra e, facendo cooperare il visibile e l’invisibile (cioè il piano fisico e i piani spirituali superiori), dò una direzione e una forma concreta all’energia. Dal momento che agisco così dal mio piano fisico posso raggiungere l’energia guaritrice, che è racchiusa in un contenitore, altrimenti, separato”.

 

I quindi, attiva la capacità di accedere alle forze guaritrici nascoste per portare miglioramento e guarigione anche a livello visibile. Si congiunge l’aspetto fisico con quello ultrafisico. I dà all’operatore di secondo livello la possibilità di attivare, in modo diretto e personale, l’energia nascosta dei tre simboli con cui lavora (CKR, SHK e HSZSN). Per questo senza l’attivazione di secondo livello la persona non può utilizzare i tre simboli: mancando I la loro forza non viene attivata.

 

Concludendo quindi, I mette in relazione l’energia dell’operatore con quella di chi egli tratta, collegandolo direttamente ai piani spirituali superiori, secondo il principio dell’interferenza costruttiva: allinea entrambe le persone alla capacità di attingere alla guarigione, che è un tratto dell’energia originaria, attivando il quale si cambia la sua valenza neutra.

E’ chiaro quindi che un operatore Reiki di secondo livello ha un’autonomia e una responsabilità maggiori rispetto a uno di primo livello il quale, nei trattamenti e nella sua crescita personale, è più direttamente aiutato dalle sue Guide, in quanto non può sintonizzarsi nello stesso modo con le onde di energia, che portano alla guarigione.

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