L’INFANTA IMPERATRICE E IL VECCHIO DELLA MONTAGNA: DUE ASPETTI DEL POTERE CREATIVO.

Ne “La Storia Infinita” l’infanta imperatrice è il simbolo del potere creativo dell’uomo, nel suo dispiegarsi luminoso. Ogni cosa in Fantasia esiste grazie a lei, ma anche lei è minacciata dal Nulla e dipende, per la sua salvezza, dall’uomo, in quanto è solo l’uomo che può esercitare il potere creativo.

 

Il mezzo attraverso il quale l’uomo (Bastian) fa ciò è il dare nomi a quello che crea. Dare un nuovo nome all’Infanta Imperatrice, dunque, equivale a darle una nuova identità, a farla nascere nuovamente, a darle nuova realtà. Nel nome sono infatti racchiusi, in codice, il programma di vita e gli obbiettivi che devono essere raggiunti.

 

L’Infanta Imperatrice è gravemente malata, e Fantasia rischia di scomparire, perché troppi uomini hanno rinunciato a creare e, se non viene esercitato, questo potere si annulla.

 

Dal momento che questo potere è parte essenziale dell’uomo, se l’uomo rinuncia ad esercitarlo e lo lascia morire in sé, diventa egli stesso come uno dei tanti personaggi di Fantasia colpiti dal Nulla: cancella pezzi di se stesso e, per quanto continui a muoversi nel mondo terreno, sarà come un morto vivente; uno dei tanti abitanti della Città degli Imperatori, che sono la negazione di se stessi, in quanto hanno dimenticato chi sono: esseri divini e creatori.

 

Il Vecchio della Montagna Vagante è l’alter ego dell’Infanta Imperatrice (“E’ come me, perché è in ogni cosa il mio contrario” dice infatti l’Infanta Imperatrice ad Atreiu). Questa rappresenta il potere creativo dell’uomo dispiegato nella sua luce, quello lo stesso potere chiuso, ripiegato su se stesso.

 

Se il potere di creare non viene esercitato più, tutto ciò che fino ad un certo punto è stato creato è destinato a ripetersi all’infinito, senza possibilità di evolversi e di cambiare.

Quando l’Imperatrice entra nell’uovo tutta Fantasia e anche Bastian, che ormai fa parte della storia, entrano con lei. E’ un inizio, una gestazione e, contemporaneamente la fine di ogni cosa. Ogni fine può essere infatti l’inizio di qualcos’altro, se chi può creare si accorge che è una fine.

E’ questa la speranza forte dell’Imperatrice, che contribuisce ad aprire gli occhi a Bastian, e a fargli “rompere il guscio”.

 

Dare un nuovo nome all’Infanta Imperatrice significa quindi stabilire nuovi obbiettivi, con connotati precisi e diversi, tramite i quali dare voce al potere creativo dell’uomo, che creerà nuovi personaggi e una nuova storia sulle ceneri di quella passata.

 

E’ proprio questo, cari amici, che tutti noi siamo chiamati a fare ad un dato momento nella nostra vita, quando tutto è arrivato ormai alla fine. Il nostro essere creatori della nostra storia personale è ciò che ci salverà dal Nulla.

 

Com’è ultimamente la vostra vita? Vivete nuovi eventi, incontrate nuove persone, avete nuove idee e nuovi progetti che state cominciando a realizzare? Se è così avete già varcato la soglia e, come Bastian, siete entrati nella vostra nuova storia personale e avete creato, o state creando la vostra nuova Fantasia. Ma se non è così, se continuano a capitarvi le stesse cose, se incontrate sempre gli stessi modelli di persone, o vivete le stesse situazioni, allora fate attenzione, perché siete entrati nel dominio del Vecchio della Montagna Vagante, da cui potrete uscire solo affidandovi alla vostra capacità di portare il nuovo nella vostra vita.

 

Per uscire dall’uovo che vi imprigiona dovete assolutamente abbandonare la paura di esercitare il vostro potere creativo, proprio come ha fatto Bastian: era infatti parte della storia vecchia e se la vecchia storia non si fosse rinnovata grazie al suo potere creatore, se la vecchia Fantasia fosse scomparsa lui, che ne era parte, sarebbe scomparso con essa.

 

Siamo tutti personaggi di una storia; quando la storia deve cambiare dobbiamo farla cambiare noi, uscendo dal personaggio che abbiamo interpretato fino a quel momento, agganciandoci alla nostra vera realtà: quella di esseri divini e creatori, che possono dar vita a qualunque storia e a qualunque altro personaggio, senza perdere mai la propria vera identità.

Uscendo dal vecchio personaggio possiamo stabilire nuovi obbiettivi e realizzarli creativamente; possiamo dare un nuovo nome all’Infanta Imperatrice, possiamo dare un nuovo obbiettivo e un nuovo percorso al nostro potere divino e creatore.

 

Siamo noi i salvatori di noi stessi.

 

Pensieri luminosi per tutti voi !

Ester

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