VIVERE IL DISAGIO: PRIORITA’ NELLA SCELTA

Proprio in questi giorni, cari amici, sto riflettendo su quanto siano cambiate le cose da alcuni anni a questa parte, per ciò che riguarda sia le mete, che gli strumenti di crescita interiore, sia anche il modo di procedere sul proprio percorso.

 

L’energia che c’è ora permette di agire in un modo molto diverso, e in tempi più brevi, rispetto al passato, riguardo all’abbandonare situazioni che ci creano disagio e sofferenza, anche se ci sono comunque persone che tendono a lavorare, in questo senso, secondo la vecchia energia.

 

Intendo dire, con questo, che in presenza di un disagio ci sono ancora persone che agiscono coinvolgendo molto la mente: cercano come prima cosa di capire come abbia potuto verificarsi la causa del loro disagio, attivandosi poi per rimuoverla. Sono infatti convinte che per togliere l’effetto occorra comprendere come questo si è creato, ed eliminarne conseguentemente la causa.

Non che questo sia sbagliato, di per sé, ma è un modo di procedere che ha alla base la sequenza: prima la causa e poi l’effetto, in un’ottica di rigida successione temporale. Da questo deriva il convincimento che se non si arriva alla conoscenza di ciò che ha prodotto la causa l’effetto persiste; se non capiamo, cioè, come mai siamo arrivati a creare quella causa di sofferenza e non ci attiviamo per eliminarla, quella sofferenza non potrà svanire.

 

Questo ha senz’altro un fondo di verità, ma solo relativamente all’esigenza personale di un individuo, che ritiene essenziale procedere in questo modo: se io sono fermamente convinta di questo aspetto e lo sento come vero, gli dò realtà anche intorno a me, per cui non riesco veramente ad eliminare la mia sofferenza, se non capisco prima come ha potuto crearsi la causa che l’ha prodotta. Ciò però comporta un grande impiego di tempo, e un grande coinvolgimento della mente inferiore, vale a dire quella collegata all’ego, che può procedere solo ad un passo per volta, e con difficoltà anche notevoli, in quanto la mente inferiore ospita proprio quegli schemi mentali limitanti e obsoleti, che hanno con ogni probabilità provocato la nascita della causa di quella sofferenza, e da cui dovremmo invece allontanarci, che dovremmo eliminare. E’ come tentare di risolvere un problema agendo dall’interno del problema stesso: pur con tutti gli aiuti possibili che ci arrivano dal Cielo, richiede comunque tempo e grande impiego di energia. E, naturalmente, la sofferenza o il disagio persistono, intanto che aspettiamo di capire perché siamo finiti in quella situazione  e rimuoverne la causa.

 

Con il modo di procedere della nuova energia, invece, le cose sono più semplici e veloci, in quanto questa energia lavora sulla base di una visione degli eventi che non sono necessariamente posti in termini di causa-effetto. A prescindere da quale sia la causa che può aver prodotto una certa sofferenza, cioè, la nuova energia offre la possibilità di abbandonare quella sofferenza, con la semplice presa di coscienza che non la si vuole più protrarre nel tempo, e con la decisione interiore di abbandonare tutto ciò che può averla prodotta: schemi mentali, eventi collegati, persone e situazioni che l’alimentano, e così via. Si decide cioè di eliminare in blocco tutto quanto, senza impiegare tempo ed energie nell’individuare quella particolare causa che l’ha prodotta e, sapete una cosa?

 

Funziona!

 

Perché la nuova energia si basa sulla realtà della singola coscienza individuale come parte della Coscienza divina del Tutto, che non si riconosce in quella particolare identità individuale, che appartiene al signor Mario Rossi che si trova attualmente incastrato in quel dato problema, ma si riconosce in una identità superiore che trascende quella di Mario Rossi, e quindi, riesce a vedersi come un punto della Coscienza divina che ha già in sé la soluzione a quel problema e, con la decisione di uscire da quella condizione attiva a tutti i livelli, compreso quello della realtà fisica di Mario Rossi, quella stessa soluzione. E lo fa in un tempo decisamente inferiore a quello utilizzato in passato, secondo la vecchia energia.

 

D’altra parte è davvero semplice da capire, se uno ci riflette un attimo…

Vi sarà certamente capitato di avere un sassolino nella scarpa, magari bello aguzzo, mentre stavate camminando. Che cosa avete fatto nel momento in cui ve ne siete accorti, avete cominciato a pensare a come poteva esserci entrato, oppure vi siete fermati e, appena vi è stato umanamente possibile lo avete rimosso? Mi sembra ovvio che abbiate optato per la seconda scelta. Perché? Perché il disagio era grande e la cosa che volevate, più di ogni altra in quel momento, era eliminare in modo diretto la situazione “sassolino nella scarpa”, che vi stava dando tanto fastidio. In un secondo momento avrete probabilmente riflettuto anche su come quel sassolino abbia potuto entrare nella vostra scarpa, ma solo dopo aver eliminato la situazione di disagio. Camminare con una pietra aguzza nella scarpa, cercando di capire come può esserci entrata non è infatti per niente confortevole, vi pare?

 

Ma se invece, una volta usciti da quella situazione di disagio rimuovendo il sassolino, pensate a come possa esserci entrato, avrete maggiori possibilità di capire come possa essere accaduto e prendere provvedimenti in futuro, perché vi troverete al di fuori di quel disagio, e non ci sarà più il sassolino a darvi fastidio e ad ottenebrare le vostre capacità di riflessione.

 

Allora, se siete in una situazione di grande disagio o sofferenza, abbandonate prima quella situazione e poi riflettete, eventualmente, su come ci siete caduti dentro, e cosa potrete fare in futuro, per evitare che questo si ripeta: risparmierete una grande quantità di tempo e di energie.

 

Grazie per la vostra attenzione e pensieri di Luce per tutti voi!

Ester

 

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