L’ERRORE E IL SENSO DI COLPA: SIGNIFICATO DEL PERDONO

In questo articolo di oggi, vorrei condividere con voi alcune riflessioni su due argomenti, con cui tutti noi, prima o poi, ci siamo confrontati: l’errore e il senso di colpa.

 

Capita molto spesso che, chiamati a fare una scelta fra più opzioni, decidiamo per una di esse, per poi pentircene di lì a qualche tempo. Quante volte abbiamo detto: “Ma quanto sono stato stupido/a! Avrei potuto decidere in quell’altro modo e, se lo avessi fatto, adesso sarei così felice ! Che occasione ho sprecato!”

 

Ora io vi chiedo: ma davvero le cose stanno così? Davvero avremmo potuto fare, in quel momento, una scelta diversa? Provate a riportarvi con la mente a quel punto del tempo in cui avete scelto in quel modo: come eravate allora? Quali mezzi avevate a disposizione, quali esperienze? Provate a farvi queste domande guardandovi, per così dire, “da fuori”, come se la cosa riguardasse non voi, ma un’altra persona.

Se sarete onesti con voi stessi, io credo che non potrete affermare che avreste potuto agire diversamente. Ora, dopo che avete fatto quella scelta che considerate sbagliata, vi è chiaro che avreste dovuto farne un’altra, per avere i risultati che allora speravate di ottenere, ma a quel tempo non avevate esperienza  di ciò di cui avete esperienza oggi, grazie, proprio, a quell’ “errore”.

E allora, se quel cosiddetto “errore” vi è servito a comprendere qualcosa di cui non eravate a conoscenza, e che è utile al vostro percorso di crescita, io vi chiedo: dov’è mai questo errore?

Avete mai riflettuto sul significato del verbo “errare”? Lo si intende certamente nel senso di compiere un errore, uno sbaglio, ma significa anche “vagabondare senza meta”, andarsene in giro di qua e di là, tanto per vedere cosa si può incontrare, senza aspettative particolari e aperti alla scoperta di ciò che è nuovo. E in questa accezione perde moltissimo della sua caratteristica negativa, non è così?

Bene, è evidente quindi, che si può “errare” solo fuori da certi binari, fuori da tracce precostituite, che conducono ad una meta precisa. Il concetto di errore è strettamente collegato, e dipendente, da quello dell’obbligo di percorrere una certa strada in un dato modo, e solo in quel dato modo. Se si esce dai binari ci si inoltra in territori sconosciuti, e la rigidità del mondo governato dall’ego non può ammettere questo, perché l’ego teme fortemente tutto ciò che sfugge al suo controllo, ed è quindi logico che tema il nuovo.

 

Inoltre considerate anche questo aspetto: voi credete di aver sbagliato, con ogni probabilità perché vi aspettavate da quella scelta, risultati che invece non sono arrivati. Ma siete sicuri che quelle opzioni su cui siete stati chiamati a scegliere, vi siano arrivate per ottenere proprio quei risultati che voi speravate di raggiungere? E se, invece, fossero arrivate a voi esattamente per farvi diventare consapevoli di ciò che avete compreso, proprio come conseguenza dell’”avere sbagliato”? Ci avete mai pensato ?

 

Voi fate una scelta, credendo, o sperando, di ottenere determinati risultati, e invece ottenete di comprendere qualcosa che non avreste mai compreso, senza aver fatto quella scelta. Vi sembra ancora che si possa dire che avete sbagliato?

 

Vedete, cari amici, io sono del parere che la Vita non compia mai errori; che certe occasioni giungano a noi non per essere colte, ma proprio per essere rifiutate o non riconosciute in quel momento, in quanto proprio questo ci porta in dono una nuova consapevolezza, che a sua volta ci guida verso nuovi traguardi, e nuovi orizzonti più luminosi.

Viviamo male le conseguenze delle nostre scelte, perché ci facciamo condizionare dal senso di colpa ma, miei cari, mi sembra evidente che senza errore non può esserci senso di colpa: se, infatti, io non compio, in realtà, alcun errore, per cosa dovrei sentirmi in colpa?

 

E lo stesso vale per gli altri: se altre persone si sono comportate male con noi, ma lo hanno fatto in quanto ignoravano determinate cose, conoscendo le quali si sarebbero certamente comportate in modo diverso, di quale colpa, di quale errore le si può accusare?

Il perdono, vedete, secondo me, non è altro che comprensione. Comprensione che le cose non avrebbero potuto essere diverse, a quel tempo, ma che ora è tempo di rivolgerci verso la gioia, ed è tempo di lasciar andare tutto quanto non ci serve più. Se infatti non lasciamo andare con amore, ma anche con decisione, persone e situazioni che ci hanno fatto stare male, e che ancora ci condizionano in modo negativo, in realtà non c’è vero perdono. Il perdono infatti, non può essere legato al senso di colpa, che è ciò che ancora ci porta a mantenere in vita situazioni malsane, anche se diciamo a noi stessi che abbiamo “perdonato” quella persona per ciò che ci ha fatto.

 

Abbiamo visto che l’errore, in realtà non esiste; da qui deriva che anche il senso di colpa non ha motivo di esistere: cerchiamo di tenerlo presente la prossima volta che facciamo una scelta.

La gioia, carissimi, è un diritto di noi tutti. Anche vostro.

 

Un abbraccio grande e pensieri luminosi per ciascuno di voi.

 

Con amore

 

Ester

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