LA RESPONSABILITA’ DEL CAMBIAMENTO NEL MONDO DELL ‘EGO E IN QUELLO DELL’ UNITA’ DELLO SPIRITO DIVINO

“Nel mondo dell’ego la paura dei cambiamenti è dovuta al seme dell’inconciliabilità degli opposti, su cui tale mondo è stato costruito. La vostra coscienza fisica si è fatta un’idea di quello che il vostro Io è, basandosi sulle esperienze del passato.

 

Quando nel presente arriva un’occasione che in futuro potrebbe modificare profondamente quell’Io, la vostra coscienza avverte il nuovo Io che attende dall’altra parte, come qualcosa che è separato da se stesso. “Se io – riflette la vostra coscienza – in seguito all’aver colto questa occasione, cambio così tanto da diventare un altro, non sono più me stesso, e se non sono più me stesso non posso controllare, con la forza di quello che so di essere, il mio futuro.”

 

Prendervi la responsabilità di quello che vi succede, e delle vostre azioni, in queste condizioni è molto faticoso, perché la vostra coscienza non ha le idee chiare sull’identità dell’Io che deve cambiare. Infatti, se cambiando voi non siete più voi, chi è che cambia in realtà?

Se avete coscienza di essere il signor x, e sapete che quando cambiate quell’x diventa non-x, cioè qualcosa che con l’x che siete adesso non c’entrerà più nulla, come potete cambiare pensando di sopravvivere alla trasformazione? Vi convincete, dunque, che cambiare significherebbe annullarvi e, di conseguenza, tendete a rifiutare quel cambiamento.

 

Questo rifiuto, però, non è indolore, perché avete dentro di voi anche la luce divina, che vi spinge a modificare una situazione, quando da questa avete imparato tutto quanto poteva insegnarvi.

Si crea quindi una condizione in cui quell’Io che avete coscienza di essere sul piano fisico, si trova a doversi adeguare a qualcosa che, in realtà, non vuole più accettare e, nello stesso tempo, a non trovare la forza di cambiare quello che non gli va.

 

Nella realtà dello Spirito unito, invece, le cose sono molto più semplici, perché la vostra coscienza si identifica con un Io che contiene sia quello del passato (signor x), che quello del futuro (signor non-x). Vede la situazione da modificare semplicemente come un vestito da togliersi, rimanendo consapevole del fatto che la sua identità resta intatta, nella sua essenza, durante il cambiamento da x a non-x; semplicemente permette che vengano attivati alcuni aspetti di sé, che ancora non conosce.

 

In queste condizioni assumervi la responsabilità di cambiare risulta molto più agevole, perché avete coscienza che siete sempre voi stessi, qualunque cosa diventiate in futuro. E che siete sempre voi a guidare la vostra vita, di conseguenza il timore di non riuscire a gestire una situazione che vivrete, è qualcosa che non vi travolge più.”

Da un dialogo con i miei Maestri – Anno 2010

 

 

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Ester

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