I SETTE CHAKRA MAGGIORI: CARATTERISTICHE E POSIZIONI

Cari amici, in questo articolo, dedicato a tutti coloro che si avvicinano al Reiki per la prima volta e non hanno mai sentito parlare dei chakra, illustro velocemente le caratteristiche principali dei sette chakra maggiori, dislocati lungo l’asse della colonna vertebrale, e che rappresentano i centri principali su cui, con il Reiki si interviene, tramite imposizione delle mani.

 

I chakra sono centri energetici che sorvegliano e regolano non solo le funzioni vitali del nostro corpo fisico, ma anche tutti gli aspetti collegati alla parte emozionale e mentale di noi tutti. Quando un chakra non è in equilibrio, dunque, e funziona male, si possono avere problemi non solo sul piano fisico, ma anche a livello di emozioni e pensieri, così come emozioni e pensieri negativi procurano alterazioni, in alcuni casi anche gravi, dei chakra stessi e, di conseguenza nel buon funzionamento del nostro corpo fisico, e del modo in cui ci rapportiamo con il mondo. Il Reiki è un ottimo sistema, del tutto privo di controindicazioni, per ristabilire il corretto funzionamento dell’energia nei chakra e, dunque, in noi.

 

Abbiamo numerosissimi chakra in tutto il corpo, qui vengono presi in esame solo quelli maggiori, i più importanti. Essi sono vortici, ruote di energia sottile con diversa velocità di rotazione: il primo è il più lento, il settimo è il più veloce. Le immagini che trovate qui rappresentano il modo simbolico in cui vengono raffigurati.

 

Non possono essere visti con gli occhi fisici, perché la loro frequenza è comunque più alta di quella che normalmente i nostri occhi riescono a cogliere: per vedere la loro luce occorre una vista superiore, come quella dei veggenti. I chakra dal secondo al sesto hanno un’apertura più grande sul lato frontale del corpo, e una più stretta sul corrispondente punto, nel lato posteriore. Il primo chakra ha una sola apertura verso il basso, e ci ancora alle energie della terra; il settimo ha una sola apertura verso l’alto, e ci ancora alle energie del Cielo.

Ma vediamoli insieme più in dettaglio.

 

PRIMO  CHAKRA

primo chakra
primo chakra

Nome in sanscrito: Muladhara. E’ chiamato anche  chakra radice. E’ situato alla base della colonna vertebrale, nella zona compresa fra l’ano e i genitali esterni. Sorveglia la circolazione periferica di gambe e piedi, l’impalcatura ossea, il tratto finale dell’intestino, i denti, le ghiandole surrenali e, negli uomini la prostata. E’ considerato la sede della capacità di “stare con i piedi per terra” e di muoversi concretamente nel mondo. Una carenza di energia nel primo chakra comporta una sensazione di sganciamento da ciò che è terreno e concreto, una tendenza a stare con la “testa fra le nuvole”. Un eccesso di energia, invece, comporta una difficoltà ad elevarsi dalla terrenità, a vedere la vita non solo come qualcosa di pratico e concreto, ad avere pensieri elevati. Si associano al primo chakra il colore rosso e l’elemento terra.

 

SECONDO  CHAKRA

secondo chakra
secondo chakra

Nome in sanscrito: Svadhisthana. E’ chiamato anche chakra sacrale. E’ situato appena sopra il primo, nella zona addominale, circa un paio di centimetri sotto l’ombelico. Sorveglia le gonadi, gli apparati riproduttivo e urinario, quindi anche vescica e reni, e l’ultimo tratto della colonna vertebrale. E’ considerato la sede della capacità di scegliere, di volta in volta, quello che si vuole e che non si vuole; è il centro dell’ascolto di sé, oltre che della capacità di creare e “tenere in gestazione” i progetti. Una carenza di energia in questo centro comporta spesso  facilità a lasciarsi convincere dagli altri, e a instaurare relazioni superficiali, così come la vergogna della sessualità. Un eccesso invece, produce spesso esibizionismo, anche a livello sessuale, comportamento immaturo in età adulta, o desiderio incontrollato di rapporti sessuali. Si associano al secondo chakra il colore arancione e l’elemento acqua.

 

TERZO  CHAKRA

terzo chakra
terzo chakra

Nome in sanscrito Manipura. E’ chiamato anche chakra del plesso solare, situato circa due, tre centimetri al di sopra dell’ombelico. Sorveglia l’apparato digestivo, quindi anche esofago, stomaco, fegato e milza; il pancreas e il tratto mediano della colonna vertebrale. E’ considerato la sede della capacità di dare concretezza a idee e progetti, di portarli a realizzazione; di affermare la nostra vocazione e la nostra dignità, la nostra leadership. E’ il centro della forza di volontà. Una carenza di energia in questo centro comporta difficoltà nel concretizzare i sogni, nel prendere decisioni e mantenere una posizione ferma, una volta prese, sottomissione a volontà altrui, senso di inadeguatezza. Un eccesso di energia, invece, comporta dispotismo, prevaricazione sugli altri, testardaggine e avidità. Si associano al terzo chakra il colore giallo e l’elemento fuoco.

 

QUARTO  CHAKRA

quarto chakra
quarto chakra

Nome in sanscrito: Anahata. E’ chiamato anche chakra del cuore, situato in corrispondenza dello sterno. Sorveglia il cuore, le braccia e le mani, la ghiandola del timo, il tratto superiore della colonna vertebrale. E’ considerato la sede della capacità di provare amore e compassione, per noi e per gli altri; la sede del coraggio di osare di più e di tentare strade nuove. Una carenza di energia in questo centro comporta insensibilità verso gli altri, incapacità di essere empatici, facilità a perdersi d’animo, depressione e senso di solitudine. Un eccesso di energia comporta, invece, un’eccessiva empatia, con difficoltà a evitare di provare la sofferenza che provano gli altri; un aprirsi ad aiutare gli altri senza discernimento, non tenendo conto della volontà altrui, o delle conseguenze. Anche il “gettarsi nelle sfide a capofitto”, senza riflettere su ciò che può derivarne può essere un sintomo di disequilibrio in questo centro. Si associano al quarto chakra il colore verde, spesso anche il rosa, e l’elemento aria.

 

QUINTO  CHAKRA

quinto chakra
quinto chakra

Nome in sanscrito: Vishuddha. E’ chiamato anche chakra della gola, e si trova, appunto, in corrispondenza della gola. Sorveglia l’apparato respiratorio e, quindi naso, trachea, polmoni, le orecchie, le corde vocali, la tiroide e le vertebre cervicali. E’ considerato la sede della capacità comunicativa, soprattutto attraverso la parola, e creativa, di “mettere a fuoco i dettagli” e di “accorgersi”, e coopera alla funzione visiva, uditiva e olfattiva. Una carenza di energia in questa zona comporta timidezza nell’esporsi e comunicare apertamente quello in  cui si crede, il non riuscire a tirare fuori e comunicare ciò che ci fa stare male, un blocco nella creatività, il timore di essere giudicati o non capiti. Un eccesso di energia comporta spesso una comunicazione brutale o inadeguata alla situazione, che non tiene conto dell’interlocutore; incapacità di ascoltare le ragioni altrui e di distinguere tra verità e menzogna, soprattutto quando sono gli altri a rivolgersi a noi. Si associano al quinto chakra il colore azzurro e l’elemento etere.

 

SESTO  CHAKRA

sesto chakra
sesto chakra

Nome in sanscrito: Ajna. E’ chiamato anche chakra del terzo occhio ed è collocato al centro della fronte, appena sopra la linea di congiunzione delle sopracciglia. Sorveglia la ghiandola pituitaria, gli occhi e il cervelletto. E’ considerato la sede della capacità di “vedere oltre il visibile”, della capacità intuitiva, e anche di vedere chiaramente dentro e fuori di sé; è il centro della chiaroveggenza. Una carenza di energia in questo chakra comporta spesso l’incapacità di accorgersi di ciò che sta dietro al comportamento degli altri, le vere ragioni delle loro azioni; un blocco nella capacità intuitiva, superficialità, incapacità di concentrarsi. Un eccesso di energia, invece, produce un’incapacità di connettersi al mondo terreno, di “stare con i piedi per terra”; un nascondersi dietro analisi intellettuali, disturbi psichici. Si associano al sesto chakra il colore indaco e l’elemento luce.

 

SETTIMO  CHAKRA

settimo chakra
settimo chakra

Nome in sanscrito: Sahasrara. E’ chiamato anche chakra corona, ed è situato sulla sommità della testa, in corrispondenza della fontanella. Sorveglia la ghiandola pineale e la parte superiore del cervello. E’ considerato il centro della formazione ed elaborazione dei concetti astratti. E’ il punto transpersonale, che ci connette alle energie celesti e veicola la nostra sintonizzazione con tutto ciò che trascende l’uomo. Una carenza di energia in questo punto comporta ignoranza della propria natura divina, negazione delle realtà spirituali, incapacità di proiettarsi al di fuori di ciò che si conosce, verso l’infinito, abuso delle forme di vita come animali e piante (imperialismo umano). Un eccesso di energia produce invece intolleranza religiosa ed estremismo, fanatismo. Si associano al settimo chakra il colore violetto e l’elemento pensiero.

 

 

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Ester

 

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